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Itinerari

San Giovanni Rotondo

Il territorio comunale confina a nord e ad ovest con San Marco in Lamis, ad est con Monte Sant'Angelo e a sud con Manfredonia dalla quale dista 18 km e Foggia; esso è il 62º comune in Italia per estensione territoriale e va dalle pendici del Gargano, fino alla pianura del Tavoliere. Il dislivello altimetrico oscilla da 1056 m a 8,5 m. Nel suo territorio troviamo la Grava di Campolato.

Clima

Il clima di San Giovanni Rotondo, è caratterizzato da inverni freddi e da estati abbastanza calde. La temperatura media annua è di 13,6 °C. Nei mesi più freddi, gennaio e febbraio, sono molto frequenti le nevicate; l'accumulo di neve annuo è di 35–30 cm, mentre la piovosità totale annua è in media di 772 mm. Il comune è esposto prevalentemente a venti settentrionali, molto frequenti, e che a volte possono essere anche molto forti, con raffiche che superano i 70 km/h. Le nebbie non sono abituali, ma a volte sono intense.

Flora

La flora presente sul territorio è di grande interesse paesaggistico e scientifico. Gli arbusti più presenti sono: il perastro, l'olivastro, l'euforbia, il lentisco, il terebinto, ecc. Inoltre sono presenti 40 specie diverse di orchidee, alcune delle quali sono protette dall'Unione Europea. I boschi sono composti da: faggi, lecci, cerri e roverelle. In oltre in alcune zone a ridosso del centro abitato, ci sono stati dei rimboscamenti artificiali, e quindi si possono trovare specie non autoctone, come il pino d'Aleppo, il pino domestico, il pino nero, il cipresso, e il cedro.

Fauna

La fauna è molto vasta. La specie più diffusa sono gli uccelli, in particolare: il picchio verde, il picchio rosso, il torcicollo, la poiana, lo sparviere, l'upupa, il gufo, il frosone ecc. Fra i mammiferi, le specie più diffuse su tutto il territorio sono: la volpe, la faina, il riccio e la donnola. Nei boschi sono presenti: il tasso, la lepre, la puzzola, il topo selvatico e diverse specie di pipistrelli. Nella zona umida di Sant'Egidio, sono presenti: il tritone crestato, il tritone italico, la raganella, il rospo comune e il rospo smeraldino. Tra i serpenti, quasi tutti innocui, ci sono: il cervone, il biacco, il saettone, la coronella e la vipera.

Storia

San Giovanni Rotondo visto dalla Contrada Ornale al crepuscolo
San Giovanni Rotondo al crepuscolo

La città di San Giovanni Rotondo fu fondata nel 1095 sulle rovine di un preesistente villaggio del IV secolo a.C.; di questo borgo restano dei segni visibili, come alcune tombe ed un battistero circolare (l'epiteto "Rotondo" deriva proprio da questo) che anticamente era destinato al culto di Giano, Dio bifronte, e in seguito fu consacrato a San Giovanni Battista. Durante il basso Medioevo ha sempre ricoperto incarichi importanti nell'organizzazione economica del Meridione; sotto il Regno delle Due Sicilie ad esempio, ha ricoperto l'incarico di stabilire i prezzi della mercanzia commercializzata nel regno.

Il 14 ottobre 1920 San Giovanni Rotondo fu teatro di un grave fatto di sangue. Era il giorno dell'insediamento in municipio dei socialisti che avevano vinto (1069 voti contro 850) contro una coalizione popolare clerico-fascista, denominata Arditi di Cristo , per paura di sommosse confluirono in paese 40 carabinieri e 82 soldati. La forte tensione nacque a causa della volontà di esporre la bandiera rossa dal balcone del municipio cui si contrapposero fascisti e popolari. Un corteo popolare percorse le vie di San Giovanni Rotondo per accompagnare gli amministratori socialisti che si insediavano nel comune. Ma davanti alle porte del municipio il corteo fu fermato dai carabinieri. Il commissario Pevere che ridigeva il servizio d’ordine si opponeva che i socialisti, nel prendere possesso del municipio, esponessero la bandiera rossa dal balcone dell’edificio, perché diceva, sarebbe stata un’offesa alla patria e alla bandiera nazionale. Gli “arditi” erano decisi anch’essi a impedire l’esposizione della bandiera rossa. Da essi partirono oltraggi e insulti ai dimostranti. Cominciarono così i tafferugli: simultaneamente dal balcone del municipio, dopo l'uccisione del carabiniere Vito Imbriani i carabinieri aprirono il fuoco sulla folla. Si parlò anche del lancio di una bomba che però venne attribuito non alla forza pubblica ma agli “arditi”.. Il bilancio finale fu di 14 morti e 85 feriti.

Qui dal 4 settembre 1916 al 23 settembre 1968 visse e morì padre Pio da Pietrelcina.

La città ha fatto parte della Comunità Montana del Gargano (soppressa nel 2010).

Monumenti e luoghi di interesse

Rovine dell'antica chiesa di Sant'Egidio

Il centro storico è zona quasi esclusivamente residenziale. Le attività a carattere commerciale-turistico hanno scarso rilievo e questo fa sì che il centro del paese è solo marginalmente interessato dal grande flusso turistico dovuto al culto di Padre Pio, che si consuma quasi esclusivamente intorno alla zona del Convento. Passeggiando per le sue vie si incontrano la chiesa di San Giuseppe Artigiano, la Chiesa di San Nicola, caratterizzata da un prezioso portale in rame raffigurante alcuni momenti della vita di San Nicola, la Chiesa di Santa Caterina (la più antica del paese), la Chiesa Matrice di San Leonardo (la chiesa principale di San Giovanni Rotondo, che sul portale d'ingresso presenta una preziosa statua di San Michele Arcangelo), la chiesa di Sant'Orsola (assai ricca di storia e da poco restaurata), la Chiesa della Madonna di Loreto (che riproduce le dimensioni reali del sacro luogo natio del Signore a Betlemme), la Chiesa di Sant'Onofrio ed infine l'antica Chiesa di San Giovanni Battista del III-II secolo a.C. Alle chiese, per il loro innegabile interesse storico, vanno aggiunti i reperti archeologici dell'antico Borgo Sant'Egidio e di La Curvara.

Architetture religiose

Chiesa di Sant'Orsola

La Chiesa di Sant'Orsola, una delle più antiche chiese di San Giovanni Rotondo

Edificata a partire dalla fine del Cinquecento e quasi del tutto riedificata tra Seicento e Settecento sorse per volontà del sacerdote don Giovanni Donato Verna che voleva affiancarvi anche un monastero per suore.La chiesa di Sant'Orsola è situata nel centro storico di San Giovanni Rotondo ed è l'edificio sacro più ricco di arte e di storia. Sorta come "Chiesa del Purgatorio", dall'8 dicembre 1638 la chiesa è sede dell'Arciconfraternita dei Morti. L'arciconfraternita in seguito acquistò molte case intorno alla chiesa, per soddisfare il desiderio del Verna (sacerdote dell'epoca), senza però riuscire a realizzare il monastero. All'esterno, la facciata curvilinea in stile barocco rococò, è impreziosita dal portale di breccia e da finestre e nicchie, dove trovano posto due statue in pietra raffiguranti San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova. L'interno, totalmente restaurato negli anni scorsi, custodisce diverse tele di pregio di scuola napoletana, quella dei Santi Vescovi, quella della Madonna col Bambino,San Gaetano da Thiene e Anime del Purgatorio. La tela del purgatorio, posta al centro del Coro, è opera del Pittore Nunzio De Nunzi ed è datata 1707. Al Cinquecento risale la tela della Deposizione, di scuola veneta posta a sinistra dell'ingresso. Pregevoli gli apparati lignei, l'organo cinquecentesco, i pulpiti di legno dorato e il Coro. Nel 1928 il pittore milanese Natale Penati realizzò i dipinti del soffitto e dei cornicioni, raffiguranti il Martirio di Sant'Orsola e Episodi della vita di Sant'Antonio da Padova.

Chiesa di Sant'Onofrio Anacoreta

La Chiesa di Sant'Onofrio

La chiesa di Sant'Onofrio è un edificio sacro di origini medievali, ispirato alla severa essenzialità degli Ordini Mendicanti in capitanata a cavallo tra i secoli XIII e XIV. Fu edificata come "opera regia" da Federico II di Svevia che già aveva proclamato la città di S. Giovanni Rotondo "luogo regio" affrancandola nei confronti dell'Abazia di San Giovanni in Lamis.La Facciata è a capanna in stile romanico-gotico, è arricchita da un portale oggivale, da un doppio oculo e da un coronamento ad archetti pensili. All'esterno sopra il portale, l'epigrafe in caratteri gotici tardi chiarisce la genesi dell'edificio, risalente agli anni attorno alla metà del Duecento, precisamente nel 1231. L'interno completamente rifatto, conserva resti di affreschi trecenteschi. Non e però escluso che la chiesa possa essere, nella redazione originale, ancora più antica e risalente agli anni del primo Medioevo, quando poteva essere compresa all'interno di un polo religioso, del quale faceva parte anche il Battistero di San Giovanni Battista (La Rotonda). Da tempo immemorabile la piazza di S. Giovanni Rotondo ebbe enorme importanza per i commercianti di cereali di tutta la Puglia, poiché vi si svolgeva una fiera fiorentissima i cui prezzi erano presi a riferimento per la vendita in altri luoghi. Questa consuetudine spinse i sovrani del Regno delle due Sicilie a emanare disposizioni che resero obbligatori tali prezzi in tutte le terre del regno. Il prezzo dei cereali veniva proclamato proprio nella chiesa di Sant'Onofrio, alla presenza di moltissimi sindaci. La "voce" del prezzo veniva resa pubblica da un banditore, che nel giorno dedicato a S. Onofrio (11 giugno) emetteva le sue "grida" in tutte le strade della città. Nell'anno 1575 una pragmatica del viceré spostava la fiera di Sant'Onofrio e la data delle "grida" al giorno 19 giugno, festa di S. Pietro e Paolo, poiché a mese inoltrato si aveva più certezza della qualità e della quantità del raccolto. Nella chiesa è venerata la Madonna del Monte Carmelo ed il 16 luglio vi è anche una festa in suo onore. Recentemente sono stati costruiti a ridosso della chiesa, degli uffici Parrocchiali e delle aule per la catechesi. Oggi la chiesa di Sant'Onofrio ospita l'omonima parrocchia.

Chiesa di San Giovanni Battista o della Rotonda

La Chiesa di San Giovanni Battista, nota anche con il nome di "Rotonda", risale al VI-VII secolo, ed è l'edificio religioso più antico e ricco di storia, da cui prese il nome la città. La tradizione e valenti studiosi attestarono che la chiesa sia sorta sulle rovine di un antichissimo tempio dedicato al dio Giano. La chiesa era tappa obbligatoria dei longobardi perché sita lungo il percorso della Via Sacra Longobardorum, che conduceva alla grotta di San Michele. Si pensa, inoltre, sia stata per un lungo periodo un Battistero, dato i ritrovamenti di un fonte battesimale. La chiesa è situata nella zona est della città, in prossimità della chiesa di sant'Onofrio. Oggi la chiesa è sconsacrata.

Chiesa di San Leonardo abate

Il vecchio convento di Padre Pio (1953)

La Chiesa di San Leonardo abate è la chiesa matrice di San Giovanni Rotondo. Della sua genesi Medioevale restano ben poche tracce dal momento che nella seconda metà del Seicento l'arcivescovo di Manfredonia Vincenzo Maria Orsini, futuro papa Benedetto XIII, ne decise l'abbattimento e invitò il popolo sangiovannese a riedificare la chiesa a proprie spese, cessando di praticare usi e costumi superstiziosi. Il popolo sangiovannese ignora l'interdetto e l'arcivescovo scomunica tutti. In questo frangente si sviluppa un morbo misterioso che attacca i sangiovannesi e provoca circa 500 vittime su una popolazione di 2690 persone. La popolazione pensa subito ad un castigo di Dio, e l'Arcivescovo monsogno Maria Orsini, decide di revocare la scomunica. Il 16 giugno 1678, dopo aver tenuto una predica sull' splendore dovuto alla casa di Dio, il card. Orsini dà lettura del decreto di profanazione e demolizione della chiesa e dell'erezione della nuova designando la chiesa di Sant'Orsola come sede parrocchiale; dopo la lettura del decreto iniziò la profanazione dell'altare maggiore. Il 26 ottobre 1678 viene posta la prima pietra della nuova chiesa di San Leonado. Il 30 settembre 1684 la chiesa venne riaperta al culto dedicandola, come la precedente, a San Leonardo abate. La Chiesa oggi si presenta a due navate. La Facciata principale presenta da due scalinate laterali e da un portale in legno. Sul portale e incastonata, in una nicchia, la statua di San Michele arcangelo risalente al 1656. In alto sul cornicione, sono poste ai lati due statue della Beata Vergine Maria, e al centro si erge una lastra sulla quale c'è scritto: D.O.M ("Deo Optimo Maximo" che significa "A Dio, Il più buono, il più grande") e sulla quale posa una croce. Sulla Facciata della navata laterale si erge una scalinata monumentale con un portale in legno. All'interno della chiesa e possibile ammirare la volta a capriate della navata centrale e sui lati 6 altari votivi dedicati a: San Giovanni Battista (Santo patrono di San Giovanni Rotondo), San Giuseppe, San Leonardo abate, San Michele Arcangelo, Cuore di Gesù (Tela ad olio di Natale Penati), e all'Immacolata Concezione. La navata laterale è dedicata a San Giovanni Battista e vi è posto il fonte battesimale. Nel 1694 la chiesa è stata fornita di Organo come attesta una lapide sul pilastro desto dell'arco dell'organo stesso. Degno di nota è anche il campanile la cui costruzione iniziò nel 1703 per poi essere terminata nel 1709. La dedicazione della chiesa avvenne il 15 novembre 1818 ad opera dell'allora arcivescovo di Mannfredonia Vincenzo Taglialatela mentre la dedicazione dell'altare risale al 13 maggio 1867. La chiesa è oggi sede dell'omonima parrocchia.

Chiesa di San Giuseppe Artigiano

La Chiesa di San Giuseppe Artigiano è situata nel centro della città, in Piazza Europa (Villa Comunale), e vi ha sede l'omonima parrocchia.La posa della prima pietra, risale al 1 maggio 1958, e avvenne in presenza di Padre Pio, il quale firmo anche una pergamena ricordo, che fu chiusa nelle fondamenta.La chiesa si presenta come un edificio moderno a pianta centrale;L'interno è formato da: una grande aula liturgica, gravante in dodici punti; due navate laterali e la cappella del Santissimo Sacramento. L'aula liturgica e arricchita inoltre da stupende decorazioni tra cui il mosaico raffigurante la Deesis con Cristo Pantogratore al centro, e la madre di Dio e San Giuseppe ai lati in atteggiamento orante, l'ampone con le icone dei quattro Evangelisti, l'altare marmoreo, il ciborio nella cappella del Santissimo Sacramento e le stupende vetrate istoriate che rappresentano il ciclo cristologico. Adiacenti alla chiesa ci sono gli uffici parrocchiali. La parrocchia di San Giuseppe Artigiano rappresenta una delle parrocchie più popolate della città, dato la sua estensione territoriale.

Parrocchia della Trasfigurazione del Signore

Veduta aerea della nuova Chiesa di Padre Pio, con il complesso del vecchio convento e di Santa Maria delle Grazie

La parrocchia della Trasfigurazione del Signore non ha una grande storia dato che la sua costituzione e recentissima e risale a 2001. La parrocchia è sita in una chiesa provvisoria situata in piazza Madre Teresa di Calcutta. La parrocchia nasce davanti allo sviluppo territoriale e abitativo della città, in cui le periferie risultavano poco presenti nelle comunità parrocchiali. Il territorio parrocchiale si è avuto sottraendo del territorio alle parrocchie di San Leonardo Abate, San Giuseppe Artigiano e San Francesco d'Assisi. Il 5 aprile 2008, è stata posta la prima pietra per il nuovo complesso parrocchiale e per la nuova chiesa.

Chiesa di San Francesco d'Assisi

La parrocchia di San Francesco d'Assisi è una parrocchia situata nel quartiere Santa Croce di San Giovanni Rotondo.

Chiesa di San Donato

Situata nel centro storico, la chiesa di San Donato risale al 1292. La chiesa fu fatta edificare dalla famiglia dei "Germani", in espiazione delle proprie colpe. Anticamente si accedeva alla chiesa da Corso Regina Margherita, mentre oggi il portale si trova in via San Donato. Il restauro più consistente fu eseguito nel 1878, quando il soffitto fu sostituito da una volta con mattoni. Negli anni trenta viene fatto un altro restauro ad opera del pittore milanese Natale Penati.

Chiesa di San Nicola

La chiesa di San Nicola fu edificata nel XVI secolo. All'interno della chiesa si può ammirare, in particolare, la statua della "Madonna dei Sette Dolori", fatta venire da Napoli nel 1726, la cui rara e celestiale bellezza si fonde con la toccante espressione di dolore per la morte di Gesù.

Chiesa di Santa Caterina

La chiesa, anticamente detta di Santa Maria Maggiore, risale al 1176. Solo nel XVII secolo fu dedicata a santa Caterina. Pur essendo la chiesa più antica, non conserva il suo aspetto originale.

Chiesa e Convento di Santa Maria Maddalena

Il convento sorse per volontà dell'arciprete Bernardino Galassi. Fu costruito nel Seicento dopo la sua morte, vendendo tutti i suoi averi per seimila scudi d'oro. La chiesa del monastero, purtroppo, è crollata alcuni decenni fa a causa di un forte terremoto. Il convento ospitava suore appartenenti all'ordine delle Clarisse. Esse dedicavano all'educazione delle figlie del ceto civile. Esse inoltre accoglievano all'interno del proprio convento, ragazze del basso ceto, sottratte dalla strada. Ogni sabato i poveri della città, si radunavano nel parlatorio del convento e, secondo un'antica tradizione, ricevevano un'elemosina di pane. Dal 1925 al 1938, nei locali del convento, ebbe sede uno dei primi ospedaletti cittadini intitolato a "San Francesco d'Assisi", voluto da Padre Pio per i poveri della città.

Chiesa di San Giacomo Apostolo

La chiesa di San Giacomo Apostolo era di proprietà dell'antico ospedale di San Giovanni Rotondo, della cui esistenza si ha certezza fin dal 1304. Nel 1718 essa venne assegnata ai Gesuiti. I Fratelli provvidero subito ad ingrandire la chiesa, demolendo alcune case di proprietà dell'ospedale. Il 6 novembre 1860 in questa chiesa si insediò un "Consiglio subitaneo di guerra" del nuovo Governo unitario, che vi emise una feroce sentenza di condanna a morte nei confronti di tredici cittadini sangiovannesi, riconosciuti colpevoli di eccitamento alla guerra civile durante la reazione borbonica del mese di ottobre del 1860, culminata con l'uccisione di ventiquattro cittadini liberali. La chiesa e situata in Corso Regina Margherita, a pochi metri dalla Chiesa Matrice.

Chiesa della Madonna di Loreto

La chiesetta di piccole dimensioni fu costruita extra moenia nel XV secolo da pellegrini marchigiani in visita al vicino Santuario di San Michele Arcangelo. La chiesetta riproduce le dimensioni reali della casa natia di Gesù. La chiesa è situata in Piazza del Carmine, a pochi metri dalla chiesa di Sant'Onofrio.

Complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie

Veduta del piccolo convento di Padre Pio e della chiesa

Il complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie, noto ormai in tutto il mondo per San Pio da Pietrelcina, e formato dal convento dei cappuccini, da una chiesa antica ed una chiesa nuova entrambe dedicate a Santa Maria delle Grazie.

La chiesa antica Circa cinque secoli fa un tale di nome Antonio Landi, donò ai Padri Cappuccini il suo podere situato su un poggio a nord-ovest dalla città di San Giovanni Rotondo. I Cappuccini innalzarono le mura della chiesa nel 1540. Prima di San Pio la chiesa ospitò un altro santo; nella celletta nº5 del convento infatti, dormì San Camillo de Lellis. La chiesa fu restaurata negli anni dopo il 1930 da Natale Penati.

La chiesa nuova La nuova chiesa fu costruita per esplicito desiderio di Padre Pio, con l'intenzione di poter ospitare in modo consono il notevole afflusso di migliaia di pellegrini che affluivano sempre più numerosi a San Giovanni Rotondo. La chiesa, progettata dall'architetto Giuseppe Gentile, fu iniziata il 2 luglio 1956 e fu consacrata il 1º luglio 1959. La navata centrale è dominata da un mosaico raffigurante La Madonna delle Grazie. Nel piano sottostante, è situata la cripta dove riposa il corpo di San Pio da Pietrelcina, sotto un monolito di 30 quintali. Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2008 e stata riaperta la bara che conteneva il corpo di San Pio, per poi essere esposto, in una teca di cristallo, alla venerazione dei fedeli il 24 aprile 2008 fino al 23 settembre 2009.

  • Monastero e Chiesa della Resurrezione

Fu edificato nel 1975, per volere di Padre Pio e di fra Daniele Natale, su un terreno donato dal dottor Pietro Melillo alle Clarisse Cappuccine. La prima pietra del complesso religioso fu posata il 23 settembre 1975. Al suo interno, sorge la chiesa della Resurrezione, il "fulcro di preghiera" di tutto il Monastero. Custodisce, inoltre, un ampio e capiente auditorium, nel quale hanno luogo seminari e convegni.

Architetture civili

Palazzo Cavaniglia

Situato in Corso Regina Margherita, Fu edificato tra il 1615 e il 1630. Fu sede del barone don Michele Cavaniglia, feudatario di San Giovanni Rotondo.

Palazzo San Francesco

Edificato nel 1470, fu in principio convento dei francescani fino al 1815, quando venne adibito a Palazzo di Città. Il palazzo, sede del comune, si trova in Piazza dei Martiri.

Palazzo del Capitano della Piazza d'Armi

Edificato nel Seicento, fu sede del gran Capitano Consalvo ferrante di Cordova "utile Signore della Terra di San Giovanni Rotondo"(via besalemme).

Palazzo Verna

Risale al XVII-XVIII secolo e fu sede di una delle famiglie della Borghesia di San Giovanni Rotondo. I suoi componenti furono sindaci ed ecclesiastici, contribuirono con donazioni alla costruzione di chiese ed edifici pubblici, fra cui il Palazzo di Città.

Casa dell'Università

In età angioina e aragonese (XIV-XV secolo), era la sede dell'Università e delle assemblee popolari di San Giovanni Rotondo. La facciata del palazzo e arricchita da un portale con un arco a sesto acuto, e due bifore.

Casa natale di Celestino Galiani

In questa casa, risalente al XVII secolo, nacque Celestino Galiani, arcivescovo di Taranto, Tessalonica, Cappellano maggiore del Regno di Napoli, Ministro dei regi studi e Riformatore della regia Università degli studi di Napoli. Definito "uomo dottissimo in tutte le scienze".

Palazzo Bramante-Giuliani (XVIII secolo)

Situato in via Galiani, fu edificato nel XVIII secolo, è uno dei palazzi simboli della città. Vi abitarono nei secoli Decurioni, Mastrogiurati, Sindaci, Podestà, Arcipreti.

Palazzo Lecce

È situato in Corso Giacomo Matteotti, fu edificato tra il 1930-1935 ed è sede di una delle famiglie benestanti della città. Pur risalente al XX secolo, il palazzo è una delle memorie storiche dei sangiovannesi.

Ex Palazzo Cavalli-Massa

Edificato tra il 1930-1935, il palazzo presenta interessanti rilievi architettonici e fregi sulla facciata principale. Il palazzo si trova in Viale Kennedy.

Scuola Elementare "Michele Melchionda"

Edificato in piena era fascista, come è nella sua forma uguale a tanti altri edifici scolastici sorti in quell'epoca. L'edificio è intitolato al SottoTenente Michele Melchionda, medaglia d'oro al valor militare, caduto in Africa il 6 aprile 1938.

Architetture militari

San Giovanni Rotondo, nel Medioevo, era circondato da mura possenti, con 15 Torri e 4 porte, edificate tra XII e XIV secolo; oggi restano ben poche tracce della fortificazione e delle torri.

Porte

  • Porta Maggiore: edificata da Federico II di Svevia. Era una delle quattro porte della Città, la più grande, munita di un ponte levatoio;
  • Porta dei Comuni: edificata tra il 1150 e il 1234. Detta anche "Portami Suso - portami in alto". Era la porta più importante e rappresentava il Comune-Università. Inserita nella maestosa torre quadrangolare.
  • Porta del Lago: edificata tra il 1150 e il 1234. La porta detta "del Lago" perché prospiciente una vasta zona lacustre che si stendeva ad ovest delle fortificazioni. Era composta da archi semicircolari e con volta a forma gotica munita. Venne demolita nel 1876.
  • Portella: era la più piccola delle quattro porte delle fortificazioni di San Giovanni Rotondo.

Torri e tracce murarie

  • Torre Quadrangolare: era una delle 15 torri edificate fra il 1150 ed il 1194, completate e consolidate verso il 1234 dall'imperatore svevo Federico II.
  • Torre Cilindrica: era una delle 15 torri edificate tra il 1150 e il 1234, un tempo merlate. Ora è sede del Museo delle Arti Popolari.
  • Tracce Murarie di età normanno-sveva: facevano parte delle antiche fortificazioni di San Giovanni Rotondo, oggi sono inglobate negli edifici del centro storico della città e, quelle che restano, sono visibili in alcune strade.

Altri monumenti

  • La Vittoria Alata-Monumento ai Caduti di Guerra: situato in Piazza Europa, il monumento fu edificato nel 1924. Esso rappresenta la memoria e il ricordo della Città ai caduti delle due guerre. mondiali.
  • Monumento a Padre Pio: realizzato dallo scultore Pericle Fazzini, raffigura in sei scene i tratti più salienti della vita del santo, che culminano con Padre Pio che alza un ostensorio. Il monumento è stato inaugurato il 28 luglio 1987 in Piazza Padre Pio. Oggi il monumento è meta di molti pellegrini che raggiungono la città.
  • Monumento ai Caduti in Miniera: edificato nel 1986, il monumento ricorda i 27 minatori caduti sul lavoro nella Miniera della Montecatini. Si trova nella piccola villa comunale antistante la Chiesa di Sant'Onofrio. (Piazza del Carmine)
  • Via Crucis monumentale: realizzata dallo scultore Francesco Messina, fu inaugurata il 25 maggio 1971. La Via Crucis si snoda su un viale che sale le pendici del Monte Castellana, e si interseca con una scalinata principale che conduce al Piazzale della Resurrezione, dove è collocata la statua del Cristo Risorto. La via Crucis è formata da 16 statue in bronzo e una in marmo di Carrara.

Le sedici statue in bronzo rappresentano le 14 stazioni, il Cristo Risorto e la Statua di San Pio; quella in marmo raffigura la Madonna con Bambino.

Itinerario sul Tavoliere

Seconda per dimensione solo alla Pianura Padana, la piana del Tavoliere, nota anche come “il granaio d’Italia", è una distesa uniforme di grano, dai colori che cambiano seguendo il ritmo delle stagioni. Partendo da Foggia in direzione nord, si attraversa la SS 16 fino a San Severo, per poi imboccare la SP (Strada Provinciale) 30 fino a Torremaggiore. Di qui si imbocca la SP 12, in direzione Lucera, dove, percorsi alcuni chilometri, si arriva a Castel Fiorentino, luogo in cui trovò la morte l’imperatore Federico II. Da Castel Fiorentino proseguiamo sulla SP 12 fino a Lucera, preseguendo sulla SP 160 per Troia. All’inizio della strada c’è una deviazione per San Giusto, sito archeologico di epoca romana e antica stazione di sosta sul tragitto per Benevento. Sulla SP 160, superate Troia e Castelluccio dei Sauri, con la SP 161, in direzione Ortona, sostiamo ad Ordona, dove si possono visitare le rovine dell’antica Herdonia, un patrimonio archeologico di valore inestimabile. Da Herdonia si torna sulla SS 16, ma in direzione sud, verso Cerignola, per una visita alla sua Cattedrale di stampo romanico, con arcate e finistre gotiche. Risalendo il Tavoliere sulla SS 159, costeggiando il mare, si arriva a Manfredonia. Nel tratto Manfredonia-Margherita di Savoia c’è una zona umida con le saline più grandi d’Europa. Sulle distese d’acqua delle saline si nutrono e nidificano anche diversi uccelli acquatici.

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Itinerario del Subappennino

La SS 17 è il modo migliore per iniziare una sommaria conoscenza delle zone montuose della Capitanata. Da Foggia si prosegue fin quasi al confine con il Molise, all’altezza del bivio per Celenza Valfortore. Dalle SP 1 e 3 si giunge a Carlantino, paesini affacciato sul Lago di Occhito e sull’omonima diga. Tornando sulla SS 17 ma attraverso le varie strade provinciali, ci si immerge nel folto bosco di San Cristoforo, prima di arrivare a Motta Montecorvino, da cui rientriamo sulla SS 17, non prima di aver visitato Pietra Montecorvino, piccolo centro ricco di testimonianza medievali, come la Torre Normanna e il Palazzo Ducale. Una volta arrivati sulla SS 17, si taglia attreaverso Lucera e Troia, per passare nella parte meridionale del Subappennino (SS 17, SP 160 fino a Giardinetto, poi SS 90, in direzione Bovino (imponente il suo castello), Orsara di Puglia (da non perdere la Grotta-Santuario di San Michele e la Fontana dell’Angelo), Deliceto - che vanta un castello e altri palazzi di un certo rilievo - ed infine, scendendo verso il basso Tavoliere (SP 106, SS 655), Ascoli Satriano, ricchissima di Palazzi e testimonianze di epoca romana e medievale. Il percorso interno prevede il passaggio dai comuni di Volturino, Roseto Valforteore, Alberona, Biccari e Faeto. Questa zona è più interessante dal punto di vista naturalistico. Qui c’è la vetta più alta della provincia: il Monte Cornacchia (quasi1200 mt di altezza), laghi e boschi. A Faeto e Celle San Vito c’è una comunita franco provenzale, impegnata a tutelare ed a valorizzare le proprie origini e la propria cultura.

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Itinerario Storico-archeologico

Il territtorio della provincia di Foggia si lega misticamente alla storia più antica di queste terre. I suoi multiformi aspetti geografici e le caratteristiche strutturali e climatiche svelano quotidianamente insediamenti di civiltà già nell’età paleolitica. A testimonianza di questa era, abbiamo infatti Grotta Paglicci, situata nell’area di Rignano Garganico. Altre testimonianze di insediamenti, questa volta in età neolitica, si hanno presso la località “Passo di Corvo”, nell’area di Foggia, dove si estendevano, in pianura, dei grandi fossati a forma di C, detti “compuounds”, destinati alla costruzione di capanne. Troviamo tracce di altri villaggi neolitici nella zona costiera presso la foce del Candelaro. Nell’età dei metalli invece, si ebbero insediamenti presso Manfredonia, Vieste e Peschici, dove ricordiamo rispettivamente Coppa Nevigata, Molinella e il Grottone di Manaccore. Dal IX sec. a.C. si sviluppa la Daunia Antica, un territorio che si estendeva ben oltre i confini attuali della provincia di Foggia, comprendendo l’area del Melfese e Canosa. Questi insediamenti così estesi erano delimitati da fortificazioni (Arpi) tra le quali ricordiamo quelle di Manacore, Monte Saraceno, Canosa, Ascoli Satriano, Ordona e Tiati-S. Paolo Civitate. Altre ne ricordiamo nella laguna compresa tra il Gargano e Cupola Beccarini (forse l’odierna Siponto). Una sintesi apprezzabile di reperti archeologici è costituita dall’esposizione permanente nel Museo civico di Foggia.

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Itinerario Religioso

Nel cuore del Tavoliere c’è il Santuario dell’Incoronata, fondato nel secolo XI, alla luce del rinvenimento della statua della Madonna Nera da parte di un pastore tra i rami di una quercia. Risalendo la SS 16 in direzione nord, si arriva a Foggia. Nel centro storico della città si stagliano i profili del Duomo, eretto tra il 1172 e il 1179. Nella cattedrale è venerata l’antica immagine dell’Icona Vetere. A circa 30km da Foggia (SS 89) in direzione Manfredonia, ai piedi della costa sipontina, c’è l’Abbazia di San Leonardo, fondata dai Canonici Regolari di S. Agostino. Da Manfredonia si rggiunge comodamente San Marco in Lamis, passando da San Giovanni Rotondo. Alla periferia di San Marco, immerso nel bosco, c’è il Santuario di Santa Maria di Stignano, l’edificio conventuale costruito dai Monaci Cistercensi verso la metà del 1300. Dalla parte opposta del centro abitato, c’è il convento-santuario di San Matteo. La fondazione dell’antica abbazia risale alla prima espansione benedettina in Capitanata. Nell’attuale santuario, oltre alla chiesa ed alla sacrestia, si consiglia la visita della biblioteca. Attraverso vallate e conche, pochi chilometri più a est, torniamo a San Giovanni Rotondo. Qui, oltre alla tomba del Santo, situata all’interno del Convento dei Cappuccini, si possono visitare i luoghi della sua lenta ascesa alla beatificazione. Infine l’ospedale voluto da Padre Pio, “Casa Sollievo della Sofferenza”. L’ultima tappa è Monte Sant’Angelo. A più di 800 metri di altezza, c’è il Santuario di San Michele, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo.

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L'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza è l'opera materiale che Padre Pio da Pietrelcina volle realizzare per dare sollievo a tutti i malati.

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