Itinerari del Gargano
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Lunedì 11 Febbraio 2008 14:25
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Itinerari del Gargano
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Itinerario del Tavoliere
 
   

 

 

 

   
 
Seconda per dimensione solo alla Pianura Padana, la piana del Tavoliere, nota anche come “il granaio d’Italia", è una distesa uniforme di grano, dai colori che cambiano seguendo il ritmo delle stagioni. Partendo da Foggia in direzione nord, si attraversa la SS 16 fino a San Severo, per poi imboccare la SP (Strada Provinciale) 30 fino a Torremaggiore. Di qui si imbocca la SP 12, in direzione Lucera, dove, percorsi alcuni chilometri, si arriva a Castel Fiorentino, luogo in cui trovò la morte l’imperatore Federico II. Da Castel Fiorentino proseguiamo sulla SP 12 fino a Lucera, preseguendo sulla SP 160 per Troia. All’inizio della strada c’è una deviazione per San Giusto, sito archeologico di epoca romana e antica stazione di sosta sul tragitto per Benevento. Sulla SP 160, superate Troia e Castelluccio dei Sauri, con la SP 161, in direzione Ortona, sostiamo ad Ordona, dove si possono visitare le rovine dell’antica Herdonia, un patrimonio archeologico di valore inestimabile. Da Herdonia si torna sulla SS 16, ma in direzione sud, verso Cerignola, per una visita alla sua Cattedrale di stampo romanico, con arcate e finistre gotiche. Risalendo il Tavoliere sulla SS 159, costeggiando il mare, si arriva a Manfredonia. Nel tratto Manfredonia-Margherita di Savoia c’è una zona umida con le saline più grandi d’Europa. Sulle distese d’acqua delle saline si nutrono e nidificano anche diversi uccelli acquatici.
Itinerario del Subappennino
 
   

 

 

   
 
La SS 17 è il modo migliore per iniziare una sommaria conoscenza delle zone montuose della Capitanata. Da Foggia si prosegue fin quasi al confine con il Molise, all’altezza del bivio per Celenza Valfortore. Dalle SP 1 e 3 si giunge a Carlantino, paesini affacciato sul Lago di Occhito e sull’omonima diga. Tornando sulla SS 17 ma attraverso le varie strade provinciali, ci si immerge nel folto bosco di San Cristoforo, prima di arrivare a Motta Montecorvino, da cui rientriamo sulla SS 17, non prima di aver visitato Pietra Montecorvino, piccolo centro ricco di testimonianza medievali, come la Torre Normanna e il Palazzo Ducale. Una volta arrivati sulla SS 17, si taglia attreaverso Lucera e Troia, per passare nella parte meridionale del Subappennino (SS 17, SP 160 fino a Giardinetto, poi SS 90, in direzione Bovino (imponente il suo castello), Orsara di Puglia (da non perdere la Grotta-Santuario di San Michele e la Fontana dell’Angelo), Deliceto - che vanta un castello e altri palazzi di un certo rilievo - ed infine, scendendo verso il basso Tavoliere (SP 106, SS 655), Ascoli Satriano, ricchissima di Palazzi e testimonianze di epoca romana e medievale. Il percorso interno prevede il passaggio dai comuni di Volturino, Roseto Valforteore, Alberona, Biccari e Faeto. Questa zona è più interessante dal punto di vista naturalistico. Qui c’è la vetta più alta della provincia: il Monte Cornacchia (quasi1200 mt di altezza), laghi e boschi. A Faeto e Celle San Vito c’è una comunita franco provenzale, impegnata a tutelare ed a valorizzare le proprie origini e la propria cultura.
Itinerario Storico-Archeologico
 
   

 

 

   
 
Il territtorio della provincia di Foggia si lega misticamente alla storia più antica di queste terre. I suoi multiformi aspetti geografici e le caratteristiche strutturali e climatiche svelano quotidianamente insediamenti di civiltà già nell’età paleolitica. A testimonianza di questa era, abbiamo infatti Grotta Paglicci, situata nell’area di Rignano Garganico. Altre testimonianze di insediamenti, questa volta in età neolitica, si hanno presso la località “Passo di Corvo”, nell’area di Foggia, dove si estendevano, in pianura, dei grandi fossati a forma di C, detti “compuounds”, destinati alla costruzione di capanne. Troviamo tracce di altri villaggi neolitici nella zona costiera presso la foce del Candelaro. Nell’età dei metalli invece, si ebbero insediamenti presso Manfredonia, Vieste e Peschici, dove ricordiamo rispettivamente Coppa Nevigata, Molinella e il Grottone di Manaccore. Dal IX sec. a.C. si sviluppa la Daunia Antica, un territorio che si estendeva ben oltre i confini attuali della provincia di Foggia, comprendendo l’area del Melfese e Canosa. Questi insediamenti così estesi erano delimitati da fortificazioni (Arpi) tra le quali ricordiamo quelle di Manacore, Monte Saraceno, Canosa, Ascoli Satriano, Ordona e Tiati-S. Paolo Civitate. Altre ne ricordiamo nella laguna compresa tra il Gargano e Cupola Beccarini (forse l’odierna Siponto). Una sintesi apprezzabile di reperti archeologici è costituita dall’esposizione permanente nel Museo civico di Foggia.
Itinerario Religioso
 
   

 

 

   
 
Nel cuore del Tavoliere c’è il Santuario dell’Incoronata, fondato nel secolo XI, alla luce del rinvenimento della statua della Madonna Nera da parte di un pastore tra i rami di una quercia. Risalendo la SS 16 in direzione nord, si arriva a Foggia. Nel centro storico della città si stagliano i profili del Duomo, eretto tra il 1172 e il 1179. Nella cattedrale è venerata l’antica immagine dell’Icona Vetere. A circa 30km da Foggia (SS 89) in direzione Manfredonia, ai piedi della costa sipontina, c’è l’Abbazia di San Leonardo, fondata dai Canonici Regolari di S. Agostino. Da Manfredonia si rggiunge comodamente San Marco in Lamis, passando da San Giovanni Rotondo. Alla periferia di San Marco, immerso nel bosco, c’è il Santuario di Santa Maria di Stignano, l’edificio conventuale costruito dai Monaci Cistercensi verso la metà del 1300. Dalla parte opposta del centro abitato, c’è il convento-santuario di San Matteo. La fondazione dell’antica abbazia risale alla prima espansione benedettina in Capitanata. Nell’attuale santuario, oltre alla chiesa ed alla sacrestia, si consiglia la visita della biblioteca. Attraverso vallate e conche, pochi chilometri più a est, torniamo a San Giovanni Rotondo. Qui, oltre alla tomba del Santo, situata all’interno del Convento dei Cappuccini, si possono visitare i luoghi della sua lenta ascesa alla beatificazione. Infine l’ospedale voluto da Padre Pio, “Casa Sollievo della Sofferenza”. L’ultima tappa è Monte Sant’Angelo. A più di 800 metri di altezza, c’è il Santuario di San Michele, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo.
Itinerario Gastronimico
 
   

 

 

   
 
La Provincia di Foggia è una terra unica per profumi e sapori. Come unici sono i prodotti, e non solo per i numerosi attestati di garanzia e qualità riconosciuti anche a livello internazionale. Tra questi primeggiano le arance (e le relative marmellate) e i limoni di Vico e Rodi, l’olio d’oliva e le fave di Carpino, le alici nere di Vieste, le anguille del lago di Lesina, il caciocavallo podolico (vera rarità nel settore dei prodotti caseari), la carne di capra, i prodotti biologici proposti dai vari consorzi costituitisi con l’obiettivo di promuovere la genuinità del Gargano inteso come un vero e proprio marchio doc. Piatto principe delle tavole di questa terra è il “Pan’ cott ‘d fogghia nmisck” (pancotto di erbe selvatiche). Sulle tavole di Vieste trionfa la zuppa di pesce, la cosiddetta “Ciambot”. Si può accompagnare il tutto con delle ottime cozze gratinate. Nella zona dei laghi un piatto tipico è “l’anguilla chi maccarun”. Tipici di Monte Sant’Angelo sono le mandorle caramellate, le ostie ripiene di cioccolato, i “mustacciul” (biscotti immersi nella glassa di cioccolato), ed i classici taralli zuccherati. Nella zona della Foresta Umbra, popolata da centinaia di castagni, c’è un’ampia produzione di marroni. Nell’area compresa tra Rodi e Vico è possibile degustare prodotti derivati dagli agrumi, come i “sospiri” (dolci farciti con marmellata di arance e ricoperti di glassa), o liquori artigianali.
 
Itinerario: Gargano in Moto
 
   

 

 

   
 
In primavera e in estate, ogni giorno le strade sono prese d’assedio dai centauri. In effetti gli amanti delle moto trovano sul promontorio tutto ciò che un motociclista desidera dalla strada, intesa come viaggio, avventura ed emozione. Di strade da battere ce ne sono tante. Da segnalare quelle più panoramiche. Il primo itinerario parte da Manfredonia e arriva a Vieste, seguendo la vecchia strada per Mattinata (SS 89), che non prevede il passaggio per la galleria, ma la deviazione prima del tunnel, per poi proseguire per la testa del Gargano scegliendo di restare sulla litoranea - che però è abbastanza trafficata - o megli scegliendo la strada interna, che attraversa anche la foresta Umbra. Per chi non avesse voglia di andare sino e Vieste, c’è un percorso altenativo, con panorami mozzafiato, ed è quello che collega Mattinata a Monte Sant’Angelo, utilizzato anche gli anni scorsi per i rally del Gargano. Una ventina di chilometri di curve e tornanti tra le montagne che cadono a picco sul mare. Un’altra località da raggiungere, se non altro per vivere l’emozione della roccia desertica, è Rignano Garganico, le cui alture rappresentano il punto privilegiato di osservazione del Tavoliere nell’intera provincia. Dalla SS 16 Foggia-San Severo, si devia all’altezza del bivio per Rignano. La montagna si scala con dei tornanti che non sono stretti come nel caso precedente, ma ampi, quasi a formare dei cerchi ovali concentrici, con lunghi rettilinei e curve a zig-zag fino alla cima.
Itinerario: Gargano in Barca
 
   

 

 

   
 
La barca è il mezzo migliore per visitare la costa del Gargano, specie il tratto compreso tra Vieste e Mattinata, 40 chilometri di costa alta e frastagliata. Dopo Vieste, la prima bella spiaggia è quella in prossimità del centro turistico “La gattarella”, un centro che sorge nei pressi di un parco naturale e su un’ampia superficie, con pineta ad alto fusto e flora mediterranea. Di fronte c’è un isolotto a forma di gatto. Sempre in direzione sud, a pochi chilometri, c’è la spiaggia di San Felice, nota per l’omonimo “architello, intagliato nella roccia. Da qui in poi la sabbia lascia posto ai ciotoli. Scendendo ancora c’è Baia di Campi, una delle insenature più intrigranti della costa garganica. A poche centinaia di metri si ergono due isolotti, utilissimi contro l’azione imprevedibile del mare. Subito dopo, c’è la baia di Pugnochiuso, e ancora più a sud c’è la Baia delle Zagarre, con i due faraglioni che sonnecchiano a pochi metri dalla riva, sovrastata da scogliere a strapiombo, collegate al mare per mezzo di due ascensori. Da qui fino a Mattinata, che con la sua spiaggia ricca di camping, villaggi e ristoranti sul mare. Durante il nostro itinerario, possiamo visitare decine di grotte marine, come la Grotta Sfondata Grande, la Grotta Rossa due Occhi, la Grotta Calda, la Grotta Smeraldo, la Grotta Campana Grande, la Grotta dei Serpenti, la Grotta Rossa, detta anche dell’Occhio Magico, per via delle sfumature cangianti assunte dall’acqua.
Itinerario: Gargano in Bici
 
   

 

 

   
 
Gli amanti della natura a ritmo di pedale, possono dilettarsi visitando il Gargano in mountain bike. Sono diversi i percorsi da segnalare. Di sicuro le zone più idonee alle escursioni in bici sono quelle situate a ridosso della Foresta Umbra, tra i territori di Mattinata, Monte Sant’Angelo, Vico del Gargano, Peschici e Vieste. Per i meno esperti, meglio le strade comunali. Per i più navigati l’alternativa è rappresentata dalle mulattiere e dai sentieri naturali creati dal passaggio degli animali. Un esempio di itinerario in bici, consigliato dal Parco nazionale del Gargano: da Sfinalicchio a Caritate (lunghezza 53,5 Km. dislivello 789 metri, difficoltà: medio-alta). Il percorso segue i confini fra il territorio di Vieste e Peschici. Parte dalla costa e sale veso la statale 89, attraverso suggestive colline coperte di macchia mediterranea e secolari pinete. Dopo 9 chilometri si entra nella Foresta Umbra in località Caritate, da qui si sale verso Sfilzi, costeggiando l’omonima riserva naturale integrale. Da Sfilzi si prosegue per Baracconi, Caserma Murgia, Torre Palermo, Ginestra Superiore, Ginestra inferiore.
 
Itinerario coast to coast
 
   

 

 

   
 
Arrivando da nord (A-14, uscita di Poggio Imperiale), possiamo proseguire per la superstrada a scorrimento veloce del Gargano (SSV). In alternativa c’è la litoranea che parte da marina di Lesina. Di qui, con la SP 37, torniamo sulla SSV del Gargano e proseguiamo fini al bivio per Torre Mileto. Di qui si imbocca la litoranea per Rodi Garganico. Una sosta a Torre MIleto è d’obbligo, non fosse altro per le vedute a perdita d’occhio sul mare Adriatico e per i tramonti, tra i più belli del Gargano. Prima di Rodi, c’è Lido del Sole, un complesso di residence e villaggi turistici piuttosto animato, con spiagge affollate, discoteche e diverse attrattive. Pochi chilometri e siamo a Rodi Garganico, il primo centro di una certa rilevanza turistica del Gargano settentrionale, con lidi attrezzati e spiagge frequentate da turisti stranieri. Da Rodi percorriamo la striscia di asfalto che corre di pochissimi metri parallela alla spiaggia. A destra la ferrovia del Gargano, a sinistra il mare. Al centro la strada che punta verso Peschici, attraversando San Menaio, un gruppo di case e alberghi immersi in una pineta. Prima e dopo la “perla del Gargano”, vi sono le calette di Calenella, la Baia di San Nicola, la Baia di Manacora, la baia di Sfinale e le spiagge di Zaiana e di Calalunga. In questo tratto di costa difficile non notare i trabucchi, un tempo antiche costruzioni in legno adibite alla pesca, da qualche anno panoramici ristorantini. Ancora pochi chilometri e già si scorgono le mura dell’antica città di Vieste, punto di arrivo del nostro itinirario.
Itinerario Naturalistico
 
   

 

 

   
 
Da Manfredonia a Margherita di Savoia insiste una zona umida di interesse nazionale ed internazionale, un ecosistema straordinario preso d’assalto dagli uccelli migratori. Ben 46 delle 60 specie legate all’acqua che si riproducono in Italia si trovano nelle zone umide di Daunia e Frattarolo. A pochi chilometri dalla foce del torrente Candelaro, vi sono la Riserva naturale “Palude Frattarolo” e l’area Daunia risi, entrambe comprese nel Parco Nazionale del Gargano. Per arrivare in questo paradiso naturalistico, bisogna immettersi in un sentiero sito sulla litoranea Manfredonia-Margherita di Savoia, all’altezza del km 4, dove c’è un’idrovora in disuso, nei pressi del “Lido Romagna”. Il sentiero si sviluppa per circa 3,5 km. In zona vi sono strutture attrezzate per il birdwatching. Per visitare le zone umide di Lesina e di Varano, invece si consigliano due itinerari. Il primo prevede la sosta presso Foce Schiapparo, e di qui il proseguo a piedi, fino al casolare di Cà Gravaglione. Il secondo itinerario, della durata di circa tre ore, parte da Foce Lauro, per giungere alle omonime idrovore. Sulle falesie marine vive un’abbondante flora rupicola, con addirittura 58 specie di orchidee, mentre le distese di pino d’aleppo sono le più estese del mondo. Anche la fauna a dispetto delle attività di caccia, si è mantenuta inalterata. E’ possibile, seguendo i percorsi naturalistici, imbattersi nei caprioli garganici, mufloni, daini, cervi e cinghiali.

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Ultimo aggiornamento Domenica 11 Gennaio 2009 00:01
 
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